Seleziona una pagina
Lady Dragon di Melissa e Vivienne Westwood

Lady Dragon di Melissa e Vivienne Westwood

Vagando per il web in cerca come sempre di un paio di scarpe da acquistare, mi sono imbattuta nelle Lady Dragon di Melissa e Vivienne Westwood. Che devo dirti, me ne sono innamorata all’istante. Si, lo so, mi innamoro facilmente, ma come poteva non succedere?!

Si tratta di un paio di scarpe completamente in gomma dalla forma retrò e decisamente molto femminile. Non potevo proprio non acquistarle.

Le scarpe Lady Dragon di Melissa e Vivienne Westwood nascono proprio da una collaborazione tra i due brand già dal lontano 2008. Viene definita una delle collaborazioni più durature nel mondo della moda.

Melissa è un marchio brasiliano che produce scarpe e accessori in plastica, mentre Vivienne Westwood è una stilista londinese, nonché esperta di musica, che ha saputo trasformare in moda lo stile punk.

Le scarpe di Melissa e Vivienne Westwood hanno saputo reinventarsi anno dopo anno, collezione dopo collezione, mantenendo uno stile sempre fresco e spiritoso.

Sono realizzate in gomma completamente riciclabile e attenzione, attenzione…profumano di frutta!

Le Lady Dragon di Melissa e Vivienne Westwood sono davvero versatili perché si tratta di un modello intramontabile: il classico modello slingback, che lascia il tallone scoperto, ma sostenuto da un cinturino. La punta è peep toe, ovvero con un’apertura che lascia scoperta solo la punta dell’alluce. Per quanto riguarda i colori e gli accessori applicati sulla tomaia, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Io ho scelto quelle nero opaco con l’orbitale.

Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-1 Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-3

Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-a Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-c

Come calzano le Lady Dragon

Per quanto riguarda la taglia, ho avuto un po’ di difficoltà nel decidere perché il sito non offre molte possibilità per misurare la pianta del piede e non esprime la lunghezza della soletta in centimetri. Per cui mi sono dovuta arrangiare richiamando alla mente formule matematiche e di misurazione astrofisiche applicate alla scienza atomica. A parte gli scherzi, per le scarpe aperte o comunque molto scollate, solitamente acquisto un 36,5, ma in questo caso sul sito ufficiale la proposta era un 35/36 che passava direttamente ad un 37. Mi sono ricordata che le mie infradito Ipanema, sempre made in Brasile, calzano più piccole rispetto alle numerazioni italiane, per cui dovetti acquistare un 38. Quindi ho cercato di fare un ragionamento razionale e alla fine per le Lady Dragon di Melissa e Vivienne Westwood ho deciso di ordinare un 37. Ho fatto bene, perché calzano alla perfezione il mio piede. Quindi, se deciderai di acquistarle anche tu, ti consiglio, nel caso di mezze misure, di considerare mezza taglia in più.

Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-2 Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-5 Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-6 Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-7 Lady-Dragon-di-Melissa-e-Vivienne-Westwood-9

Purtroppo, essendo un modello prettamente primaverile/estivo, non ho avuto molto modo di testarle con le mie lunghe camminate, ma per quel poco che sono riuscita a calzarle, devo dire che mi aspettavo di peggio vista l’altezza del tacco (sono pur sempre 10 centimetri) e il materiale non proprio traspirante. Ti terrò aggiornata appena avrò occasione di portarle più spesso.

Il mio voto a queste scarpe:

aspetto estetico 10

comodità 7, ma aggiornerò il post più avanti

materiali e componenti 8

 

Ti piacciono? Cosa ne pensi?

Lucy di Jimmy Choo

Lucy di Jimmy Choo

Le Lucy di Jimmy Choo sono un vero capolavoro di eleganza e comodità. Un modello che viene riproposto di anno in anno cambiando colori e fantasie. Ne esistono tre versioni: tacco da 10 centimetri, da 8,5 e flat. Impossibile non accontentarti!

 

 

Lucy-di-Jimmy-Choo-d

10 centimetri

Lucy-di-Jimmy-Choo-c

8,5 centimetri

Lucy-di-Jimmy-Choo-g

flat

Le mie Lucy di Jimmy Choo risalgono ad un paio di anni fa, risultato di un regalo di compleanno davvero molto speciale.

La tomaia in tessuto scamosciato, il taglio asimmetrico e il cinturino alla caviglia non hanno bisogno di descrizioni eccentriche e artificiose per farti capire l’eleganza e la finezza che queste scarpe emanano già di per sé. Inoltre la suola in cuoio particolarmente flessibile, rendono le Lucy di Jimmy Choo tra le scarpe più comode del mio armadio, nonostante i 10 centimetri di altezza.

Ho scelto, tra le numerose proposte, il colore grigio chiaro. Un colore che secondo me sta bene con tutto e esula dal solito nero di cui abbiamo gli armadi pieni. È l’acquisto più consapevole che abbia mai fatto.

Lucy-di-Jimmy-Choo Lucy-di-Jimmy-Choo-1

Chi è Jimmy Choo?

Un nome che mi avrai sentito rammentare un sacco di volte. Jimmy Choo, all’anagrafe Jimmy Choo Yeang Keat, nasce nel 1961 in Malesia e il suo cognome è frutto di un errore dell’ufficio anagrafe. La sua famiglia produceva scarpe e Jimmy all’età di 11 anni crea il suo primo paio di calzature. Nel 1983 si laurea al Cordwainers Technical College, università della moda londinese e nel 1989, all’età di 25 anni, apre il suo laboratorio di scarpe nella parte est di Londra, in un edificio di un vecchio ospedale ormai abbandonato. Una delle prime clienti di Jimmy Choo è la principessa Diana e anche grazie a questo Vogue dedicò un articolo di ben otto pagine al giovane stilista emergente. Le sue creazioni cominciarono ad essere richieste in tutto il mondo.

Nel 1996 nasce la collaborazione con Tamara Yeardye Mellon, redattrice accessori di Vogue British. Da questa collaborazione prende vita la Jimmy Choo Ltd e nel 1997 viene aperta a Londra la prima boutique di scarpe firmate Jimmy Choo.

Nel 2000 aprono negozi a Los Angeles e New York e nel 2001 Jimmy Choo vende metà del suo brand per dedicarsi solo alla linea di alta moda. E’ nel 2007 che, per festeggiare i 10 anni dalla creazione del brand, viene lanciata una Vintage Collection per celebrare i 10 modelli più importanti che hanno reso Jimmy Choo famoso in tutto il mondo.

Nel 2011 l’azienda viene acquistata dal Gruppo Labeloux per 600 milioni di dollari. Oggi Jimmy Choo produce anche occhiali, borse e accessori e una linea di scarpe da uomo.

Inutile dirti che le sue scarpe compaiono a più riprese nella serie tv Sex and the City, che ha contribuito a renderle note al mondo intero. Ne sappiamo qualcosa noi shoeaholic.

Lucy-di-Jimmy-Choo-a Lucy-di-Jimmy-Choo-b Lucy-di-Jimmy-Choo-e Lucy-di-Jimmy-Choo-f

Quali sono le tue Lucy preferite?

Gli scarponcini impermeabili Timberland: la mia recensione

Gli scarponcini impermeabili Timberland: la mia recensione

Gli scarponcini impermeabili Timberland sono sicuramente un capo intramontabile. La sua storia nasce molto tempo fa, precisamente nel 1973 in Massachusetts, dopo che la Abington Shoe Company ebbe introdotto una nuova tecnologia che permetteva di fondere la suola al resto della scarpa dando vita a delle calzature completamente impermeabili. Nacque così lo scarponcino Timberland. La società cambiò addirittura nome per sfruttare al massimo il successo dei suoi scarponcini.

Successivamente iniziò a produrre anche altre tipologie di calzature, ma quando pronunciamo il nome Timberland la prima cosa che ci viene in mente è sicuramente il classico scarponcino.

Negli anni ’80 queste calzature divennero ancora più popolari grazie al movimento dei Paninari, di sottocultura giovanile e caratterizzato dall’ossessione per l’abbigliamento di marca.

Oggi Timberland è un’azienda impegnata a sostenere l’ambiente attraverso una politica che prevede numerose iniziative e la produzione del brand  è davvero molto vasta: spazia dalle calzature all’abbigliamento per finire con gli accessori.

I miei scarponcini impermeabili Timberland

L’anno scorso mi sono decisa ad acquistare due paia di scarponcini Timberland.

Timberland Authentics Fold-Down*

Timberland Glastenbury Fleeces*

Poco dopo aver acquistato il modello Glastenbury Fleeces, ho scoperto che sono andati fuori produzione e sono stati sostituiti da un modello simile, il Londyn.

scarponcini-impermeabili-timberland

Timberland Londyn*

Ti confesso che in effetti faccio fatica a portare ai piedi i classici scarponcini perché, seppur splendidi nel loro genere, hanno una linea troppo maschile per i miei gusti personali. Però si sono rivelati utilissimi in caso di freddo intenso e addirittura sulla neve. In effetti è stato un acquisto studiato in quanto avevo bisogno di un paio di scarpe comode e che potessero proteggermi dal freddo glaciale di New York in febbraio. Quando sono partita non avevo avuto modo di collaudarli e quindi non sapevo se sarebbero stati comodi e caldi.

Devo dire che con una media di circa 16 chilometri a piedi ogni giorno per una settimana non avrei potuto testarli meglio.

Per quanto riguarda i materiali, la suola è in gomma e questo permette di creare un isolamento dal terreno consentendo al piede di restare caldo, mentre la tomaia è di pelle e camoscio impermeabili. E’ praticamente impossibile bagnarsi i piedi. I modelli che ho scelto hanno anche l’interno in pile, simile ad una finta pelliccia e quindi il comfort e il calore sono assolutamente garantiti.

Per la calzata mi sento di consigliarti mezzo numero in più rispetto al tuo abituale per le scarpe chiuse. Considera anche che con tutta probabilità in inverno indosserai calzini più spessi e quindi è sempre meglio stare larghi sulla calzata.

Quasi dimenticavo! Il gambale di entrambi questi modelli può essere sollevato o risvoltato, a seconda dei tuoi gusti personali.

Il mio voto a queste scarpe:

Aspetto estetico 9, pur considerando che il genere non è proprio il mio, ma la linea è davvero piacevole

Comodità 9

Materiali e componenti 10

Hai anche tu degli scarponcini Timberland, oppure hai optato per gli stivali col tacco?

A presto!

-S-

*Link di affiliazione. Significa che, in qualità di Affiliato, io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei effettuati attraverso i link che inserisco. I prezzi dei prodotti non cambiano.

Tronchetti Primark: la mia recensione

Tronchetti Primark: la mia recensione

I tronchetti o Ankle Boot di Primark, noto brand low cost, mi hanno lasciata senza parole e ho deciso di scrivere la mia recensione.

Conoscevo già Primark da alcuni anni, ovvero dalla mia prima volta a Londra, quando mi sono imbattuta in Primark per dare libero sfogo ad uno dei miei momenti di shopping compulsivo. Avevo acquistato di tutto, ma proprio di tutto: bustine di plastica o di stoffa (adoro le bustine), burro di cacao di tutte le forme e profumazioni, calzini, pigiama, magliette, ciabatte, abitini e spazzolini, lenzuola e copripiumini, ma mai e poi mai mi ero azzardata ad acquistare un paio di scarpe.

In verità avevo sempre considerato la qualità delle scarpe di Primark bassa, a prescindere, però per i tronchetti mi son dovuta ricredere. Ho provato anche altri modelli, ma sono risultati sempre piuttosto duri da portare. Intendo duri nell’anima: i décolleté e gli stivali sono duri sulle punte, così come le scarpe da ginnastica.

I tronchetti low cost di Primark: la mia recensione

Invece i tronchetti Primark sono risultati comodi fin da subito: il tacco è di un’altezza giusta, la pianta è abbastanza larga e la soletta interna molto morbida. La sensazione mentre le calzo è quella che si possano sbriciolare da un momento all’altro, tanto sono morbide, ma nella realtà dei fatti non è ancora successo. Quindi che dire? Per il prezzo che mi son costate è stato davvero un acquisto consapevole. Consapevole del fatto che probabilmente dureranno poco, ma fanno la loro bella figura.

Tronchetti-Primark-la-mia-recensione Tronchetti-Primark-la-mia-recensione Tronchetti-Primark-la-mia-recensione

Le fantasie dei tronchetti Primark sono davvero le più disparate, così come i colori sono quelli in voga in questo momento dell’anno. Io ho scelto qualcosa di particolare visto che le ho considerate un acquisto per una stagione, quindi mi son sbizzarrita e sono andata su colori e fantasie che sicuramente non porterò tutti i giorni.

Tronchetti-Primark-la-mia-recensione Tronchetti-Primark-la-mia-recensione Tronchetti-Primark-la-mia-recensione Tronchetti-Primark-la-mia-recensione

Ovviamente è chiaro che i materiali con cui sono fatte non sono dei migliori. La suola è in gomma e la tomaia è in finto velluto. Sono made in China.

La linea dei tronchetti è molto ben proporzionata e persino il tacco è rivestito. La calzata è giusta e quindi, se decidi di acquistarli, ti consiglio di prendere il tuo numero abituale per le scarpe chiuse. Altri modelli invece calzano più stretti, come le scarpe da ginnastica o gli stivali a tacco alto.

Il mio voto a queste scarpe:

aspetto estetico 8,5

comodità 9

materiali e componenti 5

Ovviamente, se mi si dovessero polverizzare ai piedi ti tengo aggiornata. Per adesso stanno reggendo da qualche settimana.

Hai mai acquistato delle scarpe di Primark? Qual è la tua esperienza?

Le Tiffanie di Steve Madden

Le Tiffanie di Steve Madden

Proprio lo scorso sabato mattina dovevo uscire per andare dal dentista e fare delle commissioni. Ho considerato di dover star fuori mezza mattinata e di non dover camminare poi tanto. Quindi ho deciso di rinnovare un paio di ankle strap che avevo acquistato a febbraio durante il mio viaggio a New York. Comprate ad un prezzo stracciato da Century21, un grande magazzino in cui è possibile trovare di tutto e tutto rigorosamente di marca.

Dicevo che i prezzi sono stracciati, e si possono trovare anche brand molto cari come Jimmy Choo o Balenciaga scontati fino al 70%. Direi che è un bell’affare, no?

Io mi sono limitata ad acquistare un paio di bellissime Steve Madden e un sabot di camoscio di Michael Kors, ma di queste semmai vi parlerò in un altro post.

Sono riuscita a portarmele a casa senza buttare via le scatole! Lo so sembra strano, ma per me la scatola è importante tanto quasi quanto lo sono le scarpe stesse e per fortuna sono riuscita a farle entrare in valigia.

Ero impaziente di indossarle, ma in effetti questo modello è un pò troppo scollato per essere indossato a febbraio e, sarà l’età, ma sono diventata un pò uggiosetta e mi fa una fatica tremenda mettermi le decolletè in inverno e, per di più, non mi piacciono indossate con i collant (che poi fanno tutte le grinze sul piede). Le povere Tiffanie erano rimaste nascoste nel mio armadio delle scarpe e non essendo adatte nemmeno per l’estate, ho dovuto aspettare la mezza stagione per indossarle.

Eccole in tutto il loro splendore! Non sono bellissime? Le Tifannie in pelle nera!

Le Tiffanie sono bellissime, ma…

Cosa dire di queste stupende scarpette sandalo dette anche ankle strap?

Sono belle. Molto belle. Eleganti e raffinate e abbinabili a qualunque tipo di abbigliamento. Io, ad esempio, le ho indossate con un paio di jeans strappati ed una t-shirt, ma si prestano moltissimo anche ad una mise più femminile.

Fabbricate in Brasile e rifinite a mano (come anche ci racconta l’etichetta posta internamente). La suola è costituita da materiale sintetico, la soletta interna da materiale similpelle, il tacco misura 10 cm e il modello è a punta.

Il packaging si presenta essenziale come per  tutte le altre paia di scarpe di Steve Madden, una scatola bianca con impresso sui lati anteriore e posteriore e sul coperchio il logo col nome del brand e il sito internet. Nella scatola non sono presenti i tacchetti di ricambio.

Prezzo originario 109 dollari, ma essendo a saldo le ho pagate la bellezza di soli 39,99 dollari. Per quanto riguarda la calzata questa volta non posso essere oggettiva poiché evidentemente le taglie delle scarpe americane acquistate in America non corrispondono alle tabelle di conversione comunemente utilizzate. Delle Tifannie infatti ho acquistato un 7 US che corrisponde ad un 37-38 italiano, mentre di Steve Madden in Italia ho sempre acquistato il 6,5 US che corrisponde ad un 36,5 taglia italiana.

Dopo averle indossate per circa 4 ore ed averci camminato per circa 500 metri posso dichiarare con decisione e senza ombra di dubbio che rappresentano la scomodità fatta scarpa. I punti più dolorosi sono stati la pianta anteriore del piede e le dita più esterne, probabilmente dovuto alla forma decisamente a punta e evidentemente non adatta al mio piede.

Il mio voto a queste scarpe è:

aspetto estetico 8

comodità 5

materiali e componenti 6,5

 

E voi cosa ne pensate di questo modello di scarpe?

Aspetto i vostri commenti!!

Scarpe argentate, il must have della primavera da riproporre a fine estate

Scarpe argentate, il must have della primavera da riproporre a fine estate

Ebbene si. Lo ammetto. Ne sono stata attratta con una certa diffidenza iniziale, ma poi me ne sono perdutamente innamorata. E la nostra storia sta andando avanti felicemente. Di cosa sto parlando? Ma di scarpe naturalmente!

Ero entrata in uno dei miei negozi di fiducia per acquistare, come sempre, “un paio di scarpe con un po’ di tacco, ma un’altezza normale, da poter portare tutti i giorni”. Già mi immaginavo di uscire dal negozio con un paio di tacchi vertiginosi, come sempre.

Invece, proprio mentre mi stavo dirigendo verso la zona “tacchi alti”, la proprietaria del negozio, che ormai un po’ mi conosce, ha provato a deviare la mia attenzione su un paio di scarpe argentate corredate di frange e con una fibbia davanti. Devo ammettere che lì per lì son rimasta sconcertata. Ho pensato, ma come?! Come hai pensato di proporre una scarpa del genere a me?!

Quindi lì per lì le ho ignorate mentre continuavo a provarmi le solite scarpe con tacco altissimo, però con la coda dell’occhio cercavo di sbirciare. È stato fin da subito amore-odio.

Scarpe Argentate: Ha prevalso l’amore, come nelle favole

Alla fine mi son detta: “e va bene, provale, che ti costa, togliti questo dubbio, tanto vedrai che oltre che brutte saranno anche scomode”.

Ed è stato lì, in quel momento che ho deciso di iniziare a pensarci sul serio. Mi son detta: “certo, però, sono simpatiche. Chi se ne frega se sono bruttine. Io e loro potremo comunque farci delle grandi risate”. Certo ho pensato che forse mi sarei vergognata a presentarle alle persone di mia conoscenza, ma in fondo bisognerà anche fregarsene di quello che pensano gli altri. E da lì è partita una lotta interiore durata un’infinità. Una parte di me diceva “concedigli una chance, dai non essere selettiva”. L’altra metà invece faceva di tutto per farmi tornare la concentrazione e distogliere l’attenzione da quelle scarpe. Alla fine è prevalsa l’irrazionalità. Le ho acquistate, portate a casa, indossate e poi indossate e indossate ancora. E’ nato un Amore!!!

Solo dopo mi sono resa conto che tutte le vetrine del mondo brulicavano di queste scarpe, ma ne sono ancora innamorata.

Jiudit scarpe

Jiudit scarpe

Jiudit scarpe

Jiudit scarpe

 

Altezza tacco 7 cm

Punta quadrata

Materiale plastica e pelle

Il mio voto:

aspetto estetico 7

comodità 7,5

materiali e componenti 6,5

 

Anche voi avete ceduto al fascino dell’argento?

Pin It on Pinterest