Alluce valgo: Terapia posturale correttiva per evitare ricadute

Alluce valgo: Terapia posturale correttiva per evitare ricadute

In quest’ultimo articolo sull’alluce valgo, ti parlerò della terapia posturale correttiva per evitare ricadute. Negli ultimi mesi mi sono state rivolte spessissimo due domande.

  1. Cosa occorre fare per evitare eventuali ricadute?
  2. E’ possibile evitare l’insorgenza dell’alluce valgo?

Per rispondere a queste curiosità, mi sono avvalsa dell’esperienza e della disponibilità dei chirurghi della Centro Medico Dorsay, specializzato nel trattare le principali patologie del piede. Ecco cosa è emerso.

Cause dell’alluce valgo

L’alluce valgo è il più delle volte legato ad una scorretta postura plantare, che andrebbe intercettata già in tenera età, prima che possano svilupparsi le alterazioni posturali plantari preludio di comparsa di patologie del piede. Il problema quindi non si può evitare del tutto, ma si può attenuare intervenendo su queste alterazioni. Ciò significa che, in presenza di familiarità o di fattori predisponenti diventa importante questa valutazione preoperatoria; come diventa importante, in vista di possibili recidive, seguire nel tempo queste alterazioni. Come detto più volte, le scarpe con il tacco o, più in generale, le scarpe sbagliate, non sono responsabili del problema in sé, ma possono eventualmente accelerare l’avanzamento di questa fastidiosa patologia del piede.

L’intervento chirurgico correttivo si prefigge di migliorare o addirittura risolvere il problema in maniera definitiva, ma perché questo avvenga, è importante il decorso post-operatorio per far si che venga mantenuta quella corretta postura nel tempo. È per questo che il Team dei Chirurghi Dorsay ha messo a punto uno specifico percorso chiamato Protocollo Dorsay.

Protocollo Dorsay

Il Protocollo Dorsay è un percorso studiato appositamente per migliorare e possibilmente risolvere tutte le patologie del piede. Questo iter è costituito da tre step, ed ogni step prevede delle specifiche procedure.

1. Analisi posturale plantare

Questa è la prima fase di tutto il percorso. Nel momento in cui prenoterai un visita specialistica presso Dorsay, verrai sottoposta ad un’analisi posturale plantare. Qui, grazie all’utilizzo di apposite apparecchiature viene analizzata la postura plantare, individuata l’eventuale patologia del piede presente, e preparato un piano di correzione posturale studiato su misura.

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2. Intervento chirurgico

Una volta che i chirurghi avranno individuato il problema e stabilito che l’unica soluzione definitiva è rappresentata dall’intervento chirurgico, ti verranno illustrati tutti i benefici derivanti dalla chirurgia mininvasiva WOS.

3. Terapia posturale correttiva

Si tratta dell’ultima fase del Protocollo Dorsay che prevede la messa in pratica della terapia di correzione posturale. E’ una fase molto delicata e molto importante di tutto il percorso. Questa fase inizia a partire dal 41° giorno successivo all’intervento chirurgico e consente di tenere sotto controllo il piede ed evitare, per quanto possibile, una eventuale recidiva. Vengono utilizzati degli specifici Plantari Ortopedici Posturali, chiamati Dorsay POP, realizzati su misura in base alle specifiche esigenze di ogni paziente.

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La peculiarità di questi plantari è la funzione di riattivazione dei muscoli del piede in punti specifici. Questi punti vengono individuati grazie all’analisi posturale plantare. All’interno dei plantari, nei punti corrispondenti, vengono inseriti dei cuscinetti che andranno a svolgere un ruolo fondamentale nella riattivazione dei muscoli interessati e di conseguenza nella modificazione della postura.

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Ora che ti ho spiegato tutto ciò che c’è da sapere, questo argomento così importante non ha più segreti per te. Ma se hai qualunque altra domanda o dubbio puoi contattare direttamente Dorsay visitando il loro sito web o chiamando il numero 800 200 868. Saranno lieti di rispondere a tutte le tue richieste.

 

 

A presto!

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Come scegliere le scarpe antinfortunistiche giuste

Come scegliere le scarpe antinfortunistiche giuste

Molte volte mi è stato chiesto di scrivere un articolo su come scegliere le scarpe antinfortunistiche giuste. Mi sono decisa solo adesso perché, come ben saprai, sono più “esperta” di scarpe fashion che di quelle da lavoro. E sono dell’idea che per scrivere di un argomento sia necessario possedere un certo tipo di conoscenza. Per fortuna, una delle cose più belle dell’avere un blog è proprio la nostra community, costituita da tante persone accumunate dallo stesso interesse. Ed è proprio grazie alla community che ho conosciuto virtualmente Samira, una ragazza che, esperta di DPI, ovvero dei Dispositivi di Protezione Individuale necessari a garantire la sicurezza sui luoghi del lavoro, ha aperto da poco un sito internet, SecurePoint, in cui è possibile acquistarli. E in quanto esperta, mi ha aiutata a rispondere a tutte quelle domande che negli anni mi sono state fatte riguardo alle scarpe antinfortunistiche.

Le scarpe antinfortunistiche

Moltissimi settori lavorativi necessitano di un paio di scarpe antinfortunistiche e in questo articolo vedremo insieme come scegliere quelle giuste. Iniziamo dicendo che sul mercato sono presenti infiniti modelli di scarpe antinfortunistiche che si differenziano sia per gusto estetico che per materiali specifici di cui sono composte.

Scarpe antinfortunistiche: i materiali

La soletta è l’interno della scarpa su cui poggia il piede, può essere realizzata con una varietà di materiali, naturali o sintetici, come fibra vegetale, gel o poliuretano.

Tra la suola e il sottopiede della scarpa, viene inserita una membrana, la lamina. La lamina svolge la funzione di protezione del piede. Ad esempio, nelle scarpe di sicurezza con codice P (intesa come protezione), deve avere una funzione antiforatura. Quindi se calpesti un oggetto appuntito, la scarpa garantisce un’elevato grado di resistenza. Le piastre antiforatura utilizzate per le scarpe antinfortunistiche sono realizzate in diversi materiali con caratteristiche diverse a seconda delle diverse esigenze. Ad esempio la piastra in acciaio è più resistente ma allo stesso tempo anche più pesante. La piastra in composito tessuto ha una maggiore flessibilità, isolamento e sicuramente una maggiore leggerezza.

Anche le punte delle scarpe antinfortunistiche sono realizzate con materiali diversi, a seconda del tipo di protezione che si desidera ottenere. I principali materiali utilizzati sono acciaio, alluminio, fibra di carbonio, fibra di vetro o plastica. Naturalmente anche la parte anteriore del piede ha bisogno di essere protetta.

Come sceglierle

Le calzature di sicurezza sono dispositivi di protezione individuale (DPI) e devono soddisfare i requisiti indicati nella direttiva europea per ottenere il marchio di conformità CE. EN ISO 20345. Lo standard del 2011 distingue e definisce le scarpe di sicurezza attraverso la “S” (Safety) seguita generalmente dalla lettera P (Protection).

Le scarpe antinfortunistiche più comuni sono codificate con queste sigle:

  • S1 – Sono dotate di puntali per proteggere i piedi da possibile calpestio e da suole antiscivolo, resistenti agli oli e agli idrocarburi per evitare scivolamenti dovuti a superfici sporche o bagnate. Non sono dotate di lamina anti-perforazione.
  • S1P – Sono le calzature più utilizzate perché adatte a tutte le attività svolte in ambienti asciutti, dove è molto probabile che i lavoratori siano a rischio di calpestio di oggetti taglienti e scivoloni dovuti a petrolio e idrocarburi.

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  • S2 – Questo tipo di scarpe da lavoro è adatto per attività in ambienti con elevata umidità e/o presenza di idrocarburi. Sono ideali per le industrie di stoccaggio e servizi, trasporti, industrie alimentari, farmaceutiche e tutti gli artigiani che lavorano all’aperto. Non sono munite di suola anti-perforamento.
  • S3 – Le calzature antinfortunistiche S3 sono adatte ad ambienti con detriti e alto pericolo di schiacciamento dell’avampiede e anche laddove ci sia pericolo di scosse elettrostatiche. Sono particolarmente adatte per i settori dell’edilizia, dell’agricoltura, dell’artigianato e officine.

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  • S5 – Di solito questa sigla si riferisce agli stivali in PVC antinfortunistici. Sono altamente impermeabili, proteggono da scosse elettrostatiche, proteggono il tallone, sono dotati di puntale e di la lamina antiforo. Sono ideali per tutti coloro che lavorano a contatto con l’acqua.

 

 

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Adesso che hai tutte queste informazioni sarà sicuramente più facile scegliere le scarpe antinfortunistiche giuste per le tue esigenze. Se hai altre domande o curiosità non rimandare e scrivimi per saperne di più sull’argomento.

A presto!

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Collaborazione Lidl e Nike

Collaborazione Lidl e Nike

Negli ultimi giorni non si parla di altro che della collaborazione tra Lidl e Nike per una Capsule Collection di moda. Impossibile dimenticarsi delle sneaker Lidl uscite lo scorso novembre e andate immediatamente sold out. Questa volta Lidl ci riprova, ma affiancata da uno dei colossi dello Sportswear. Probabilmente il successo sarà indiscutibile.

La collezione frutto della collaborazione Lidl e Nike includerà una serie di articoli di abbigliamento per bambino e uomo. Pantaloni, felpe e t-shirt a prezzi bassi, da 9,99 a 44,99 Euro. Sul sito tedesco c’è anche un modello di scarpe da calcio facenti parte della collezione. Non sono attualmente presenti scarpe da passeggio, ma chissà che possano entrare a far parte della Capsule più avanti.

Dove trovare i prodotti

Per il momento questi prodotti sono disponibili sugli store online di Lidl in Germania e Spagna, infatti i prezzi sotto alle immagini sono stati presi dal sito tedesco. Una scelta dovuta all’esigenza di evitare assembramenti e code infinite fuori dai negozi come è accaduto nel novembre 2020. Ma niente paura perché approderanno presto anche in Italia.

E’ la prima volta che Lidl collabora con un brand di abbigliamento come Nike. Accumunate dallo stile streetswear, questa partnership avrà riscontri positivi per entrambi i marchi. Se da una parte l’ormai noto supermercato riuscirà a farsi conoscere da una fetta di mercato diversa dal solito target, dall’altra Nike renderà i propri prodotti accessibili agli amanti del low-cost. L’obiettivo rimane quello di riuscire a raggiungere sempre più pubblico da entrambe le parti.

Collaborazione-Lidl-e-Nike-Pantaloni

Euro 22,99

 

Collaborazione-Lidl-e-Nike-T-Shirt

Euro 14,99

 

Collaborazione-Lidl-e-Nike-Felpe

Euro 26,99

Collaborazione-Lidl-e-Nike-Felpe-con-zip

Euro 44,99

Collaborazione-Lidl-e-Nike

Euro 9,99

Collaborazione-Lidl-e-Nike-scarpe-calcio

Euro 22,99

 

Non ci resta che attendere con furore l’arrivo in Italia della Capsule Collection. Questa volta si tratta decisamente di prodotti molto più sobri rispetto a quelli a cui Lidl ci aveva abituati. E speriamo che siano presenti anche delle scarpe più mettibili.

 

A presto!

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Alluce valgo nel postoperatorio

Alluce valgo nel postoperatorio

L’alluce valgo nel postoperatorio è la fase più delicata e che richiede maggiori attenzioni. La clinica Dorsay utilizza una particolare tecnica percutanea mininvasiva chiamata WOS che permette una ripresa più rapida, una convalescenza indolore e assenza di cicatrici evidenti. 

Subito dopo l’intervento è già possibile camminare autonomamente senza l’ausilio di stampelle, grazie a delle apposite sneaker fornite da Dorsay, che verranno fatte calzare all’uscita della sala operatoria.

Le scarpe Dorsay

Si tratta di scarpe modello sneaker con lacci e zip di colore nero. Uscirai dalla sala operatoria già con queste sneaker ai piedi e ti accompagneranno durante tutta la durata del periodo postoperatorio che dura circa quaranta giorni. Ma niente vieta che possano essere indossate anche dopo, dato che sono sneaker dal design moderno. Oltre alle scarpe verranno forniti un paio di lacci e dei suoletti di rigidità diverse. Tali suoletti dovranno essere inseriti nelle apposite scarpe in momenti diversi.

Ma cosa succede subito dopo la fine dell’intervento? Ti racconto tutto nei dettagli.

Alluce valgo e postoperatorio immediato

Una volta eseguito l’intervento vero e proprio, il piede viene fasciato e inserito nell’apposita sneaker insieme al paio di solette rigide che servono a tenere ferme le articolazioni durante la deambulazione. Tornata nella camera della clinica, l’assistente rimane con te per tutto il tempo e insieme al chirurgo vengono concordate le due visite di controllo successive. Serviranno a cambiare la fasciatura e verificare che il decorso postoperatorio stia procedendo al meglio.

Fin da subito è possibile cominciare a camminare, appoggiando il piede come se fosse una tavoletta rigida e facendo attenzione a non flettere l’avampiede. Con queste semplici accortezze sarai in grado di lasciare la clinica con le tue gambe.

Quindici giorni dopo l’operazione avrà luogo la prima visita di controllo.

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Postoperatorio nei giorni successivi fino al trentesimo giorno

A qualche giorno dall’intervento sarà assolutamente normale la formazione di lividi sopra le dita piccole del piede operato. Inoltre potrai avvertire un rumore tipo scricchiolio durante l’appoggio a terra. Questo è dovuto alle microfratture che sono state provocate per riallineare il metatarso coinvolto. Perciò questo rumore non dovrà destare preoccupazione, anche se è consigliabile cercare di appoggiare il piede in maniera da evitarlo. Al trentesimo giorno potrai cambiare le solette, inserendo quelle meno rigide. Quindi inizierai a camminare molto meglio.

Cosa si può fare

Camminare 

Potrai camminare fin da subito, tuttavia, soprattutto i primi giorni, è sempre meglio non affaticarsi. I chirurghi Dorsay consigliano di intervallare camminate di dieci minuti ogni trenta minuti di pausa e di evitare di restare in piedi troppo a lungo

Soprattutto i primi giorni il piede sarà un po’ gonfio ed è meglio stare a riposo il più possibile perché camminando tenderà a gonfiarsi e indolenzirsi ulteriormente.

Guidare

Puoi tornare a guidare fin da subito se il piede operato è il sinistro ed hai un’auto con il cambio automatico. Se invece possiedi una macchina con il cambio manuale, qualunque piede tu abbia operato, è consigliabile non guidare per i primi trenta giorni.

Igiene personale

È assolutamente vietato bagnare la fasciatura. Potrai farti la doccia o il bagno avendo cura di tenere il piede operato fuori dalla vasca o dalla cabina doccia.

Dopo il trentesimo giorno il piede sarà decisamente più sgonfio e sarà possibile utilizzare i due suoletti più morbidi.

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Alluce valgo e postoperatorio: quaranta giorni dopo

Trascorsi quaranta giorni, sarà possibile rimuovere la fasciatura in maniera autonoma e cominciare la fase di rieducazione. Si ricomincia a prendere confidenza con l’acqua. I chirurghi Dorsay consigliano infatti di immergere il piede interessato in una bacinella con acqua calda e un po’ di sale per iniziare a muovere di nuovo le dita. Laddove sentirai che le dita e tutto il piede hanno mantenuto una certa elasticità, potrai procedere in questa fase in totale autonomia. In caso contrario è consigliabile rivolgersi ad un professionista, come ad esempio un fisioterapista, che saprà darti della giuste dritte. In ogni caso potrai valutare la tua situazione con il chirurgo che ha eseguito l’intervento.

Dopo il quarantesimo giorno sarà possibile calzare anche scarpe diverse rispetto a quelle date in dotazione da Dorsay purché siano comode e larghe.

Sport

In questa fase è possibile ricominciare a praticare sport. Ovviamente dovranno essere prese tutte le precauzioni del caso, considerando che avrai a che fare con un piede che ha subito da poco lo stress di un intervento. In ogni caso il chirurgo Dorsay risponderà ad ogni dubbio.

Il nuoto potrà ricominciare una volta tolta la fasciatura, mentre per tutti gli sport che prevedono carico sui piedi si dovranno attendere altri quaranta giorni.

Tre mesi dopo

Dopo tre mesi circa, o comunque quando sentirai che il piede sarà di nuovo pronto, potrai ricominciare ad indossare le scarpe con i tacchi.

Ma non solo. Potrai riprendere a svolgere le attività agonistiche e tutti gli altri sport che prevedono carico sui piedi.

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Riassumendo

La tecnica percutanea mininvasiva eseguita nella clinica Dorsay è indolore nella stragrande maggioranza dei casi. Al massimo è consigliabile assumere comuni analgesici nel postoperatorio.

Dopo l’intervento sarà necessario assumere alcuni farmaci per prevenire qualsiasi rischio, anche minimo, seppur comune a qualunque tipo di intervento chirurgico.

Tutto l’iter ha la durata di tre mesi, dal momento dell’intervento alla guarigione completa. Ma già dopo quaranta giorni sarà possibile tornare a svolgere tutte le normali attività, come guidare, camminare più a lungo, indossare di nuovo qualunque tipologia di scarpe, anche con il tacco.

Non sarà mai necessario l’ausilio di stampelle o qualunque altro mezzo per favorire la deambulazione in quanto sarai autonoma fin da subito.

Non verranno tolti i punti in quanto cadranno da soli.

Potrai tornare a lavorare già dopo una settimana dall’intervento, a meno che non si svolgano lavori che richiedano lo stare in piedi o camminare per molte ore consecutive.

Per ogni altra domanda o dubbio puoi contattare la clinica Dorsay visitando il sito web o chiamando il numero 800 200 868. Saranno lieti di rispondere a tutte le tue richieste.

A presto!

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Come togliere la muffa dalle scarpe: box ozono

Come togliere la muffa dalle scarpe: box ozono

Se ti stai chiedendo come togliere la muffa dalle scarpe, questo è il posto giusto. Prima di svelarti cosa ho scoperto, voglio raccontarti una breve storia triste, ovvero cosa mi è successo qualche mese fa. Durante l’autunno scorso che è stata una stagione abbastanza piovosa, ho avuto dei piccoli problemi di umido di risalita in casa, con conseguente comparsa di muffa. Perciò abbiamo fatto dei lavoretti per far fronte al problema e tutto sembrava essersi risolto nel migliore dei modi. Sennonché qualche settimana dopo, aprendo come ogni giorno la mia scarpiera, ma questa volta per ripescare delle scarpe che indosso raramente, ho trovato la spiacevolissima sorpresa. Tutte le scarpe dei due ripiani in basso erano completamente ricoperte di muffa. Credo tu possa immaginare la mia disperazione del momento. O forse ci vuole troppa immaginazione. Insomma, ero avvilita, sconfortata, amareggiata, per non dire di peggio. Le mie emozioni si sono acuite ancor di più non appena mi sono resa conto che la muffa avvolgeva completamente i miei stivali di Tamara Mellon.

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Ovviamente sono corsa subito ai ripari e ho ottenuto anche degli ottimi risultati. Infatti le scarpe sono tornate praticamente nuove. Ti dico subito che mi sono avvalsa del lavoro di un professionista perché la situazione era davvero grave. Ma ciò non toglie che ci siano anche molti rimedi fai-da-te in grado di riparare al guaio.

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Come togliere la muffa dalle scarpe: rimedi fai-da-te

Tra i vari rimedi fai-da-te c’è l’utilizzo degli stessi prodotti dei quali ti avevo parlato nell’articolo su come pulire le scarpe e su come lavare le sneaker bianche.

Un mix di succo di limone e bicarbonato di sodio farà sparire la muffa dalle tue amate scarpe. Basterà applicare sulle macchie la miscela ottenuta, farla agire per qualche ora e poi toglierla con una spazzola. A questo punto lascia le scarpe all’aria per farle asciugare completamente et voilà! Dovrebbero essere tornate come nuove.

Altrimenti puoi provare con dell’aceto bianco, a maggior ragione se le scarpe sono chiare. Con un panno imbevuto o con una spazzola passa l’aceto su tutte le macchie di muffa e poi lasciale asciugare lontano da fonti di calore o dalla luce diretta del sole.

Anche l’alcool etilico sembra essere un ottimo rimedio per la muffa. Da applicare sulle scarpe con un panno imbevuto.

In alternativa e se hai del tempo a disposizione, cioè se le scarpe non ti servono subito, c’è anche un’altra soluzione. Metti le scarpe in un luogo asciutto e all’aria aperta fin quando la muffa sarà completamente seccata. A questo punto con una spazzola, o uno spazzolino per i punti più stretti, spolvera tutta la superficie delle scarpe per togliere la polvere della muffa. Utilizza poi dell’amuchina per disinfettare le scarpe.

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Come togliere la muffa dalle scarpe: Box all’ozono

Oltre a tutti i rimedi fai-da-te ce n’è uno professionale e forse anche più efficace in grado di far tornare le scarpe come nuove e sicuramente sterilizzate. Infatti questo sistema consente di sanificare in maniera professionale le scarpe senza l’utilizzo di prodotti chimici e senza residui di alcun tipo perché una volta terminato il ciclo, l’ozono si riconverte in ossigeno. Ho scoperto questo sistema grazie al mio calzolaio di fiducia che, tra l’altro, nella zona in cui abito è l’unico ad avere il box. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici, forse in questo luogo ti basterà sapere che l’ozono è un gas naturale con alto potere di ossidazione di acari, muffe, batteri e virus, spesso responsabili di allergie e cattivi odori. Può essere utilizzato per sanificare le scarpe, ma anche tutte le fibre tessili come cuscini, piumoni, abiti, valigie, anche quando non è presente la muffa. In pratica si tratta di un vero e proprio box che a prima vista potrebbe sembrare un piccolo frigorifero, all’interno del quale vengono posizionati tutti gli oggetti che devono essere igienizzati.

Dopo una gratina all’interno del box alla fine le mie scarpe sono tornate quelle di sempre. Lo sgradevole odore di muffa se n’è andato, insieme ai segni evidentemente visibili di questo spiacevole inconveniente. Il box può essere utile anche per una veloce sterilizzazione delle scarpe al cambio di stagione, quando non si indossano da qualche mese. Oppure al contrario, ovvero quando si utilizzano troppo spesso e necessitano di una rinfrescata. Ma anche e soprattutto quando si acquistano scarpe vintage.

Il costo di un giro all’interno del Box all’ozono è davvero irrisorio. Sicuramente ognuno avrà le proprie tariffe, ma in generale si tratta di pochi euro per ogni oggetto che viene collocato all’interno del box.

Una soluzione davvero interessante, pratica e veloce che farà tornare i tuoi oggetti come nuovi.

Conoscevi l’esistenza del Box all’ozono? Informati se nella tua zona ne esiste uno, io l’ho trovato dal cazolaio, ma forse potrebbero averne uno anche in lavanderia.

 

A presto!

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Alluce valgo e chirurgia mininvasiva Dorsay

Alluce valgo e chirurgia mininvasiva Dorsay

Oggi ti parlerò di alluce valgo e chirurgia mininvasiva, una nuova tecnica all’avanguardia che promette una soluzione in tempi rapidi e senza dolore. Ti ho già raccontato di quanto l’alluce valgo sia una patologia del piede molto fastidiosa e in alcuni casi addirittura invalidante. Colpisce maggiormente le donne, ma gli uomini non ne sono esenti. Ti ho già parlato anche di quali sono le cause che possono provocare l’alluce valgo e i noiosi sintomi ad esso associati. Abbiamo visto anche alcuni rimedi che aiutano a ridurne il fastidio e il dolore. Purtroppo però non sono risolutivi della patologia in quanto degenerativa. Ciò significa che se non viene curata in maniera definitiva, continuerà inesorabilmente il suo decorso.

Proprio per questo l’unica cura definitiva per l’alluce valgo rimane l’intervento chirurgico. Attualmente esistono tre tipi di intervento per operare l’alluce valgo. Ma oggi voglio raccontarti della tecnica percutanea mininvasiva WOS messa in pratica dalla clinica ortopedica Dorsay, specializzata nella cura delle patologie del piede. E voglio raccontarti innanzitutto chi è Dorsay.

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Chi è Dorsay 

Dorsay è la clinica specializzata nell’operare le principali patologie del piede. Oltre all’alluce valgo si occupa anche di metatarsalgia e dita a martello. Dorsay utilizza la tecnica percutanea per trattare tutte queste patologie. Ovvero una procedura in cui l’accesso alle strutture interne del piede avviene tramite una puntura di ago sulla pelle anziché con tagli più ampi che espongano completamente i tessuti interni.

Dorsay si avvale della collaborazione dei migliori specialisti nel campo della chirurgia del piede. Inoltre è dotata di attrezzature moderne e innovative. Queste caratteristiche la rendono altamente specializzata nel campo della chirurgia ortopedica del piede. Dorsay opera a Milano utilizzando una particolare tecnica percutanea ideata nel 2008 dal Direttore Sanitario della struttura, il Professor Lucattelli. Si tratta di uno dei maggiori esponenti mondiali nel campo degli interventi chirurgici del piede, che già nel 2000 aveva portato in Italia tecniche all’avanguardia dagli Stati Uniti.

La tecnica percutanea mininvasiva WOS -Without Osteo Synthesis- di Dorsay

WOS è l’acronimo di Without Osteo Synthesis che significa senza osteosintesi. L’osteosintesi è la tradizionale tecnica chirurgica che, in caso di fratture, prevede il riavvicinamento e il corretto posizionamento dei frammenti ossei. La tecnica percutanea mininvasiva WOS si differenzia dalle tecniche tradizionali per tutta una serie di vantaggi da parte dei pazienti, tra i quali:

  • Day Surgery, l’intervento richiede solo quattro ore totali di ricovero
  • Anestesia locale nella zona della caviglia
  • 15 minuti di durata effettiva dell’intervento
  • Nessun taglio, ma solo piccoli fori per permettere l’esecuzione dell’intervento
  • Nessun utilizzo di placche, viti e fili metallici
  • 1 ora dopo l’intervento è già possibile camminare senza l’ausilio di stampelle
  • Dolore postoperatorio inesistente nel 95% dei casi

Il percorso con Dorsay

All’interno della struttura Dorsay operano i migliori chirurghi del piede. Una volta assegnato, il chirurgo si occuperà del paziente durante tutto il suo percorso, dalla prima visita fino alla completa guarigione. Verrà designato anche un assistente che seguirà tutto l’iter del paziente insieme al chirurgo. Questo renderà tutto il percorso ancora più confortevole e sereno sia da un punto di vista clinico che umano. Il rapporto di fiducia tra paziente, chirurgo e assistente è di fondamentale importanza quando si tratta di salute. Per questo Dorsay ha organizzato tutto in modo tale da rendere il percorso di guarigione il più piacevole e delicato possibile.

La visita prima dell’intervento

Il paziente viene sempre accolto in clinica dall’assistente, mentre la visita si svolge con il chirurgo del piede incaricato. Vengono eseguiti esami diagnostici mediante l’utilizzo di strumenti specifici, sia in statica che in dinamica, in modo da avere ben chiaro il quadro della situazione. Successivamente il Chirurgo illustra tutte le possibili alternative. Nel caso si decidesse per l’intervento, il chirurgo spiegherà tutti i dettagli e risponderà ad ogni dubbio o domanda. Dopodiché consegnerà tutto il materiale della visita e della diagnosi. 

Alluce valgo e chirurgia mininvasiva WOS

L’intervento prevede un’anestesia loco-regionale della parte interessata all’intervento. Successivamente il chirurgo effettua un piccolo foro alla base dell’alluce e inserisce al suo interno una piccola fresa che servirà per limare la protuberanza dell’osso. Viene poi eseguito un piccolo taglio dell’osso per permettere il riallineamento dell’alluce. A questo punto l’intervento può dirsi concluso e viene eseguita una fasciatura del piede per garantire il mantenimento della posizione corretta delle ossa.

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Una volta tornato in camera e per tutto il periodo della degenza, il paziente non viene mai lasciato solo. L’assistente Dorsay e il chirurgo di riferimento si informano costantemente sulle condizioni e si occupano di dare tutte le informazioni necessarie per affrontare al meglio il periodo postoperatorio. Al termine del ricovero viene consegnato un foglio in cui sono spiegati minuziosamente tutti i passaggi da osservare tornando a casa. Inoltre viene indicata la data del controllo post operatorio, nei quindici giorni successivi.

Dopo un’ora dall’intervento il paziente può già camminare in autonomia senza ausilio di stampelle, grazie a delle particolari e carinissime sneaker fornite dalla clinica Dorsay. 

Il dolore postoperatorio è assente nel 95% dei casi, mentre nel restante 5% può essere controllato tramite comuni medicinali antinfiammatori.

Nel prossimo articolo ti racconterò nei dettagli in che cosa consiste il decorso post operatorio e cosa consigliano i chirurghi della clinica Dorsay per affrontarlo al meglio.

Nel frattempo, se hai domande, dubbi o hai bisogno di maggiori informazioni, puoi contattare direttamente Dorsay visitando il sito web o chiamando il numero 800 200 868.

 

A presto!

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