Le scarpe di Under Armour volano nello Spazio

Le scarpe di Under Armour volano nello Spazio

Le scarpe di Under Armour andranno presto nello spazio. E non lo faranno da sole, ma con Virgin Galactic ed il suo equipaggio. Quando sono venuta a conoscenza di questa notizia piuttosto insolita, ho pensato subito di parlarne sul blog. Mi sono venuti in mente gli ormai famigerati Moon Boot, che però prendono solo ispirazione dai veri scarponi utilizzati per l’allunaggio, e la curiosità di conoscere un brand che diventa partner a tutti gli effetti di un progetto così importante. Argomentare di scarpe e Universo non capita certo tutti i giorni ed è cosa inusuale che si possano affrontare due argomenti così diversi in un unico tema. Ma adesso basta sproloquiare, devo presentarti le scarpe di Under Armour ed il suo partner in crime per quest’avventura. Adesso ti spiego tutto.

Chi è Under Armour

Under Armour è un brand americano di abbigliamento e calzature sportive fondato nel 1996 da Kevin Plank, ex giocatore di football. Il brand è diventato famoso per aver creato la prima t-shirt in tessuto tecnico in grado di trasportare il sudore all’esterno della maglia. Da allora ha rivoluzionato il mondo dell’abbigliamento tecnico per sportivi grazie alla creazione di tessuti sempre più performanti e in grado di agevolare le prestazioni degli atleti. È nel 2006 che viene lanciato il primo modello di scarpe Under Armour. Negli anni sono stati apportati continui miglioramenti e anche grazie all’introduzione di nuove tecnologie e innovazioni, Under Armour ha creato il modello in grado di sconfiggere la gravità, per correre veloci come il vento. Ovviamente si tratta di un’esagerazione, ma rende bene l’idea.

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Virgin Galactic e l’ambizione di volare nello spazio

Virgin Galactic è una compagnia aerea fondata dal magnate britannico sir Richard Branson e facente parte del grande Gruppo Virgin Ltd. Quest’azienda futuristica e visionaria ha come ambizione quella di rendere commerciali e alla portata di tutti i voli nello spazio. Il prossimo progetto è di poter raggiungere i cento chilometri di quota con un’aeronave per offrire sei minuti di assenza di peso.

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Quali sono le scarpe spaziali di Under Armour

Tutta questa prolungata prefazione solo per mostrarti finalmente le scarpe che andranno presto nello spazio – anche le tute spaziali sono di Under Armour -.

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Perdonami, ma parlando di un tema così affascinante, misterioso e scientifico come l’Universo, associato alla mia passione per le scarpe, mi sono un po’ persa.
Comunque, io le trovo adatte anche sulla Terra, magari per quando il clima sarà più fresco.

A presto!

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Moon Boot: gli scarponi doposci festeggiano cinquant’anni

Moon Boot: gli scarponi doposci festeggiano cinquant’anni

I Moon Boot, gli scarponi doposci per antonomasia, festeggiano nel 2019 i cinquant’anni dalla loro nascita. Sarà un caso se il 1969 è stato anche l’anno in cui la missione spaziale Apollo 11 rese possibile il primo allunaggio umano?
La somiglianza tra gli scarponi utilizzati dagli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin e i Moon Boot è palese. Infatti fu proprio lo sbarco dell’uomo sulla Luna ad ispirare Giancarlo Zanatta per la creazione degli scarponi Moon Boot. Il nome stesso non lascia certo alcun dubbio.

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La nuova capsule collection di Moon Boot

In occasione di Pitti Uomo 95 è stata lanciata la capsule collection celebrativa di questo importante compleanno.
La capsule collection sarà in vendita a partire da settembre 2019 e sarà composta da dodici modelli, dai prezzi più o meno accessibili.
Tra i vari modelli presentati, salta all’occhio una versione extra luxury di questi famosissimi scarponi doposci, ovvero la versione completamente tempestata di Swarovsky, disponibile sia a gambale alto (3.000 Euro) che a gambale basso (2.500 Euro).
Pare ci saranno anche altre importanti novità che verranno svelate al mondo molto presto.

In passato sono state molte le collaborazioni tra Moon Boot e altre famose case di moda come Armani, Monclear e Jimmy Choo che hanno contribuito a diffondere questi doposci, non solo sulle vette più innevate, ma anche nei centri cittadini dalle temperature decisamente più umane.

Moon Boot, i doposci intramontabili

Alcune calzature hanno la capacità di essere tramandate di generazione in generazione sfidando il tempo che passa e senza invecchiare di un solo giorno. Penso proprio che i Moon Boot siano una di quelle. In cantina o in soffitta son quasi certa che ne troverai almeno un paio appartenuti a tua sorella maggiore, a tuo padre o tua madre. Pensa che fortuna se tra tutti dovessi trovare proprio il tuo numero! A me è successo davvero e non ho riscontrato nessun segno di deterioramento nonostante fossero stati dimenticati in cantina da qualche decennio. Lo dico sempre che bisognerebbe non buttare mai via le scarpe!

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Esposti anche al MOMA, il Museum of Modern Art di New York, i Moon Boot rappresentano il prestigio del Made in Italy in tutto il mondo.

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Adesso ho una domanda per te: hai mai capito qual è il piede destro e il piede sinistro?

A presto!
-S-

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Le scarpe di Martine Rose per Nike

Le scarpe di Martine Rose per Nike

Da qualche settimana ormai aleggia nell’aria la notizia di una collaborazione tra Nike e Martine Rose. Si tratta di una capsule-collection in edizione limitata costituita da abbigliamento sportivo e scarpe. Le nostre adorate scarpe!
Non è certo la prima volta che il colosso Nike sceglie di collaborare con famosi stilisti. Ma se ti stai chiedendo chi sia Martine Rose, te lo svelo tra un attimo.

Chi è Martine Rose?

Martine Rose è una stilista londinese di abbigliamento maschile che, oltre a possedere una propria linea di abbigliamento, ha alle spalle collaborazioni con brand come Napapijri e Balenciaga. La sua particolarità è legata al fatto di rendere straordinario l’ordinario, come lei stessa ha dichiarato in alcune interviste. Uno stile influenzato dalla musica e dalla diversità tra gruppi sociali il tutto condito da un fil rouge di indipendenza senza compromessi.

Le scarpe nate dalla collaborazione tra Nike e Martine Rose

Le scarpe frutto di questa collaborazione sono le Nike Air Monarch. Un classico modello di scarpe da ginnastica americane molto famose negli anni ’90, forse le Dad shoes per eccellenza. Sul mercato da quasi vent’anni, le Nike Air Monarch continuano tutt’oggi a cavalcare l’onda del successo.

Perchè le Nike Air Monarch erano così famose?

Queste scarpe furono disegnate ispirandosi all’uomo americano medio e alla sua necessità di essere spronato per tornare ad allenarsi. Proprio per questo l’obiettivo era di creare una scarpa comoda e funzionale.

Le nuove Nike Air Monarch sono caratterizzate da una deformazione delle proporzioni. Infatti ai lati della tomaia compaiono delle sporgenze come fossero dei cuscinetti d’aria. I colori disponibili saranno tre: bianco e blu, il classico nero e il rosa pastello.

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D’altronde tutta la collezione firmata Nike e Martine Rose si contraddistingue per la rivisitazione delle proporzioni.

Così, se sei stata una fanatica delle Nike Air Monarch degli anni ’90, adesso puoi tornare a calzarle.

Che ne dici, ti piacciono?

A presto!

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Saucony, le sneaker colorate

Saucony, le sneaker colorate

Le sneaker del brand Saucony continuano a spopolare e pare non abbiano alcuna intenzione di passare di moda. Dagli anni ’80 il marchio Saucony è conosciuto in tutto il mondo grazie al modello Jazz Original, il più famoso del brand.
Ma oltre alle sneaker, Saucony produce tutta una serie di scarpe tecniche adatte agli allenamenti più estremi.

Perchè la Saucony si chiamano Saucony

I nativi americani che abitavano le zone della Pensylvania coniarono il nome Saucony che letteralmente significa “Acque che scorrono con leggerezza”. Infatti il logo Saucony è proprio un’onda.

Le origini

Noi le conosciamo dagli anni ’80, momento in cui le Saucony erano le scarpe per eccellenza per chi praticava running a livello più professionale. Ma le loro origini sono molto più lontane. Nel 1910 un emigrato russo di nome Abraham Hyde aprì un negozio di scarpe a Cambridge, una città del Massachusetts, negli Stati Uniti d’America, in cui produceva pantofole a partire dagli scarti dei tappeti. Queste pantofole divennero molto famose e l’attività crebbe iniziando a produrre anche scarpe da passeggio. Negli anni ’30 iniziò a produrre anche scarpe sportive, pattini da ghiaccio e a rotelle, ma anche scarpe da baseball e da bowling. Durante la seconda guerra mondiale l’azienda produceva gli stivali per l’esercito americano e vinse anche un premio per l’eccellenza nella produzione di queste particolari calzature.
Negli anni ’60 l’azienda, che allora si chiamava “A.R. Hide & Sons”, produsse le calzature per gli astronauti della N.A.S.A.
Fu nel 1977, grazie ad un premio vinto da un piccolo gruppo di appassionati di corsa che indossavano le scarpe Saucony, che il marchio divenne famoso in tutto il mondo.
Oggi le Saucony sono apprezzate e conosciute proprio per le loro doti tecniche di altissima qualità.

Le sneaker colorate

Vuoi dare un tocco di colore ai tuoi look primaverili? Basta abbinarci un paio di Saucony! Anche per la primavera/estate 2018 la collezione propone un sacco di colori nuovi. Non hai che l’imbarazzo della scelta.

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Nike Air vs Asics Gel

Nike Air vs Asics Gel

Nike Air vs Asics Gel

Ci ho messo un po’ prima di scrivere questo post perché volevo essere davvero sicura di quello che vi avrei raccontato. Vi avevo già detto di essere abbastanza pigra quando si tratta di fare attività fisica, ma la verità è che continuo ad iscrivermi in palestra di anno in anno. La speranza è che prima o poi questa voglia di attività fisica che in tanti furiosamente hanno riesca a travolgere anche me. Ad ogni modo, in palestra ci vado, anche se con fatica, e quando vado voglio essere sicura che almeno i miei piedi stiano comodi (ho solo quelli!).

Qualche settimana fa ho dovuto mandare in pensione le mie Asics Gel Nimbus 17 perché, anche se apparentemente ancora valide, avevano cominciato a scricchiolare. Si, esatto, proprio scricchiolare. Mentre camminavo sentivo che in un punto preciso del passo emettevano questo strano scricchiolio. Questo è dovuto al fatto che la suola comincia ad usurarsi e di conseguenza non assolve più al suo dovere, ovvero sostenere la pianta del piede.

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Per farla breve, invece di sostituirle con le postere Gel Nimbus 19 (nel frattempo il modello 18 è già diventato obsoleto) ho deciso di virare completamente e convertirmi alle scarpe da running Nike. Il modello corrispondente nel brand Nike equivale alle più economiche Nike Air Zoom Pegasus 34, uscite da pochissimo, precisamente lo scorso giugno. Ovviamente mi sono precipitata a comprarle.

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A questo punto vi chiederete come mai ci ho messo così tanto a testarle. La risposta è che con il caldo delle settimane passate ho durato un po’ di fatica nello svolgere qualsiasi tipo di attività fisica. Mi perdonerete, spero.

Ma adesso che le ho provate ve ne parlo subito.

Nike Air Zoom Pegasus e Asics Gel Nimbus a confronto

Esteticamente sono molto belle sia le Nike Air Zoom Pegasus 34 che le Asics Gel Nimbus 17. I colori sono sgargianti, come per tutte le scarpe da corsa di un certo livello. Il senso è l’utilità. Infatti sono studiate per chi va a correre soprattutto all’esterno e quindi rendono visibili anche nel buio più totale grazie all’utilizzo di materiali catarifrangenti.

Ma guardiamo insieme alcune delle caratteristiche principali di entrambi i modelli.

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Asics Gel Nimbus 17

Ammortizzazione morbida, attutiscono molto l’impatto del piede con il suolo durante la corsa. Il piede rimane molto fasciato e per questo sono più adatte a chi ha un piede molto magro (anche se online si possono trovare numerazioni dalla suola più larga con spedizione direttamente dagli Stati Uniti). L’intersuola sul tallone è rinforzata da uno strato di gel proprio per permettere una migliore ammortizzazione. Da qui deriva proprio il nome di questo modello.

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Si tratta di calzature per chi ha pronazione neutra, ovvero l’appoggio del piede sull’esterno del tallone, con rotazione verso l’interno (pronazione), così da assorbire l’urto e sostenere il peso corporeo. La suola sporge leggermente dai bordi della tomaia e per questo danno l’impressione di avere il piede molto più grande rispetto ad altre scarpe. Il differenziale, ossia la differenza di misura tra lo spessore della suola anteriore rispetto al posteriore è di 13 millimetri.

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Nike Air Zoom Pegasus 34

Ammortizzazione un po’ più rigida rispetto alle Asics. Me ne sono resa conto non appena le ho indossate la prima volta. Il piede risulta molto fasciato e stabile. Molto più leggere rispetto alle Nimbus, presentano comunque un’intersuola abbastanza ammortizzata perché realizzata in particolare schiuma e cuscinetti. Look sicuramente più semplice rispetto alle Asics Nimbus, ma comunque accattivante. Le dimensioni di questa scarpa sono conformi alla misura del piede, a differenza delle Asics Nimbus. Qui il differenziale è di 10 millimetri.

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In sostanza le differenze sembrano essere veramente poche se non in termini di aspetto estetico (mi perdoneranno gli espertissimi!). In quanto a materiali posso dire che entrambe rappresentano il non plus ultra delle calzature da running. Le Nimbus trasmettono una percezione di robustezza maggiore, ma sono anche più pesanti rispetto alle Pegasus.

E quali scegliere

Se devo dire la mia, e quì devo proprio, già sulle piccole distanze con le Nimbus accuso qualche dolorino ai polpacci, forse a causa del maggior differenziale. Motivo per cui ho deciso di provare il modello da running firmato Nike. Le Nike però offrono meno comfort per quanto riguarda l’appoggio del tallone che infatti inizia a darmi qualche dolorino dopo appena qualche chilometro.

In conclusione si tratta sicuramente di due ottime paia di scarpe da running, ognuna con i propri difettucci, ma soprattutto con delle ottime prestazioni. Per quanto mi riguarda penso che per il momento continuerò ad utilizzare le Nike Air Zoom Pegasus 34 per i miei allenamenti, senza tuttavia abbandonare l’idea di acquistare nuovamente in futuro un nuovo modello delle Asics Gel Nimbus. Forse sarà uscito il modello 21!

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Qualcuno di voi le ha provate? Ditemi la vostra!

Le 5 scarpe da portare in vacanza

Le 5 scarpe da portare in vacanza

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L’incubo valigia

Fare la valigia per andare in vacanza è sempre un dramma. L’entusiasmo della partenza si affievolisce nel momento in cui comincio a pensare a cosa porterò in vacanza. Ammetto che, spesso, mi è capitato di ritrovarmi proprio all’ultimo momento, come la sera prima con partenza la mattina all’alba. Qualche volta mi è andata bene, nel senso che alla fine sono riuscita a non dimenticare niente dell’essenziale per ogni donna. Ovviamente parlo di beauty con crema da giorno e da notte antirughe, crema contorno occhi da giorno e da notte, crema da notte all’acido ialuronico, crema idratante, tonico, struccante, maschera refrigerante, disco esfoliante e asciugamano per lavarsi il viso. E non voglio nemmeno parlare di tutte le creme e intrugli necessari per il mare.

Oltre a questo c’è, ovviamente, il dramma del cosa mi metto. Quindi pensare a tutte le mise e le combinazioni possibili per la spiaggia, per la cena, per il dopo cena, per stare in relax sul divano ed eventualmente per fare anche un po’ di attività fisica. Io ci provo sempre. Parto ogni volta con i migliori propositi del mondo facendo congetture su quale potrebbe essere l’orario migliore per andare sul lungo mare a sgranchirmi un pò le gambe. Poi non ci vado mai. Ma questa è un’altra storia.

Tornando a noi; oggi parliamo di cosa portare in valigia. Considerate che dietro a questi consigli ci sono anni e anni di analisi, collaudi, esperimenti vari.

Le cinque scarpe da portare in vacanza

1. Ciabatte di gomma

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Parlo delle classiche ciabatte di gomma per andare in spiaggia. Vi sarà capitato di arrivare a cambiarvi per il mare e accorgervi di non aver portato con voi le ciabatte di gomma? A me tantissime volte. Quindi mi sembra giusto dargli la prima posizione in ordine di importanza. In realtà fanno comodo anche nel caso in cui non andiamo necessariamente al mare. Per fare la doccia o semplicemente per passeggiare in camera di albergo senza dover per forza indossare le scarpe.

2. Ciabatte da passeggio

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Non so voi, ma pensare di fare una passeggiata in relax con le infradito di gomma mi fa passare la voglia di farla. Dopo un pò cominciano a darmi fastidio e le tollero giusto il tempo di arrivare in spiaggia. Quindi un paio di ciabatte più comode e magari anche più carine sono d’obbligo in valigia.

3. Sandali comodi

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Cosa intendo per sandali comodi è un qualcosa che ognuna di noi ha dentro di sè. Non voglio essere troppo filosofica, ma è davvero così. Per me si tratta di questi che vedete quì sopra. Si, lo so, possono spaventare perchè sono un pò alti, ma vi assicuro che sono tra le scarpe più comode che possiedo. Questo non significa che debbano essere necessariamente ripide, ma solo un pò più eleganti. Dovreste pensare ad un paio di scarpe che diano un tono elegante anche ad un look casual e che allo stesso tempo siano abbastanza comode da poter affrontare una passeggiata.

4. Tacchi

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Ovviamente un paio di tacchi non possono mancare in valigia. Che siano sandali o decolletè, direi che sono d’obbligo. Forse non li indosseremo mai, neanche una volta per tutta la vacanza, però non si sa mai. Le vere ossessionate di scarpe sanno perfettamente di cosa sto parlando. Possiamo recuperare un pò di spazio in valigia rinunciando a qualcos’altro, ma mai ad un paio di scarpe belle, anche se scomode.

5. Scarpe da ginnastica

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Infine eccole quà. Le famigerate scarpe da ginnastica. Quelle che anno dopo anno continuo a trascinarmi dietro in ogni vacanza, in ogni viaggio, con la speranza che possa venirmi la voglia di fare ginnastica. Oppure andare a correre, fare una passeggiata in salita, saltellare sul lungo mare. Insomma una qualunque attività che possa essere classificata come attività fisica nel vero senso della parola. Quindi non mi riferisco alla passeggiatina del dopo cena per digerire l’impepata di cozze e il fritto misto di pesce. Parlo proprio di sport. Quello a cui non penso nemmeno un istante quando sono in vacanza.

 

Ora che vi ho svelato il mio arcano segreto per portare in vacanza giusto lo stretto necessario, ditemi voi cosa mettete nelle vostre di valigie. Sono curiosa!

 

 

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